Accompagnare il bambino

Il contenitore familiare è soggetto a molte interferenze esterne e interne e i comportamenti dei suoi membri hanno sempre come sfondo essenziale l’atmosfera che vi si instaura. Nonostante il rischio che le difficoltà interne e ambientali possano metterne in crisi l’equilibrio, la famiglia attuale è ancora un’isola di sicurezza e, il più delle volte, rimane il contenitore di quei fondamentali valori morali che vengono meglio assimilati dal bambino.

È il luogo dove c'è maggior dialogo, migliore partecipazione agli eventi esterni, e dove l’autoritarismo di una volta è sostituito dall’autorevolezza e da una sorta di gerarchia orizzontale tra marito e moglie.

Significativa l’affermazione del pedagogista Anton S. Makarenko, secondo cui lo scopo dell’educazione è quello di raggiungere la “gioia del vivere insieme”, ossia, molto più che impartire nozioni e norme comportamentali, è importante trasmettere la gioia e il gusto d’imparare e il fare da sé, perché il bambino ne conservi lo stimolo per tutta la vita!

In sintesi, bisogna fare in modo che i figli possano vivere gioiosamente nel contenitore familiare e, con questo spirito, poi, anche nella società. Una finalità che si può raggiungere attraverso la fiducia, l’esempio e l’ascolto, ovvero l’accompagnamento allo sviluppo armonico della personalità del bambino. Stima e fiducia nelle sue potenzialità, affinché il bambino possa esplorare senza paura la realtà esterna che lo circonda.

L’esempio, a sua volta, è indispensabile, in quanto l’imitazione costituisce la base dell’apprendimento nella formazione della personalità dell’individuo, sia in casa che a scuola e, poi, nella vita; è la base di qualunque processo di identificazione, ossia l’introiettare dentro di sé, oltre a caratteri positivi e negativi dei genitori, quelli più significativi di personalità interessanti incontrate nel corso della vita.

Infine, creare un ascolto attivo significa creare comunione, comprensione e fiducia. Saper ascoltare è la base dell’educazione per il genitore che voglia creare sicurezza e miri ad essere sempre il principale referente nei momenti difficili, specie nell’adolescenza. I bambini di oggi hanno tanto bisogno di dialogo sincero e di ascolto attivo e lo comunicano con i loro comportamenti spesso irrequieti e sfuggenti, quasi un istintivo riflesso della fretta che gli adulti vivono ogni giorno. I bambini sono oggi soggetti a molti stimoli, perciò hanno molte cose da chiedere; gli adulti possono e devono aiutarli filtrando gli stimoli negativi perché non risultino banali o addirittura accettabili. Solo con l’ascolto si può ottenere un reale controllo della situazione e provvedere in tempo alla soluzione delle difficoltà che la crescita comporta. Non bisogna aver paura di sbagliare: i figli perdonano sempre se si sentono ascoltati!