L'intelligenza emotiva, come svilupparla

“Dimmi e lo dimentico,

insegnami e lo ricordo,

coinvolgimi nel fare assieme e lo ap-prendo”

B. Franklin

 

“Aiutare un bambino a sviluppare la sua intelligenza emotiva è un fondamento indispensabile per la costruzione della sua identità e del suo personale modello di autostima – spiega Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, autore di libri che introducono nell’universo delle emozioni del bambino-. Aiutarlo a raggiungere questo obiettivo comporta che noi adulti sviluppiamo la capacità di sintonizzarci con i suoi stati emotivi e, all’interno della relazione privilegiata che egli stabilisce con i genitori, consentirgli di riconoscere tali stati emotivi come validi e densi di significato, per poi poterli gestire e autoregolare” Alberto Pellai

 

Nello sviluppo della personalità del bambino la relazione con i genitori può dunque assumere il significato di una “pentola d’oro” interiore (più o meno ricolma), per dirla con le parole dello psicologo britannico Simon Baron-Cohen. “cio che dà al bambino chi se ne prende cura in quei primi anni critici è come “una pentola d’oro interiore”. L’idea è ciò che può dare al proprio figlio colmandolo di emozioni positive è un dono più prezioso di qualsiasi cosa materiale è qualcosa che il bambino può portare con sé tutta la vita è ciò che conferisce all’individuo la forza di affrontare le sfide, la capacità di riprendersi dalle avversità, la capacità di mostrare di soffrire e gioire nell’intimo con gli altri nelle relazioni con gli altri”

(Simon Baron-Cohen, La scienza del male. L’empatia e le origini della crudeltà, Cortina Raffaello, 2012)