Il bambino di fronte agli schermi

IL BAMBINO DI FRONTE AGLI SCHERMI

Bernard Aucouturier, padre della pratica psicomotoria, è stato ospite a Porcia venerdì 4 novembre 2016 per tenere un incontro pubblico rivolto ai genitori ed insegnanti che affrontano nel loro quotidiano l’impegno di  educare i propri figli o alunni.

La pratica psicomotoria è un itinerario che, a partire dalla pulsionalità motoria, espressione di emozioni e di affetti, porta i bambini ad acquisire una motricità sempre più controllata e complessa, la quale favorisce la comunicazione del pensiero e, di conseguenza, l’apprendimento. “Le nostre materne sono propense alla pratica psicomotoria” Conferma l’assessore Calabretto.

In questo incontro il Prof. Aucouturier ha parlato del mondo digitale e dei suoi effetti negativi e positivi sullo sviluppo del bambino e dell’adolescente. I rischi di un uso prolungato sono ben accertati: comportamenti aggressivi, iperattività, insonnia, difetto di concentrazione ed attenzione, collere ripetute e ricadute scolastiche.

L’esposizione prolungata alla TV senza la presenza di un adulto è sconsigliata dagli zero ai sei anni. Il bambino si identifica con le immagini che vede,le assorbe e le restituisce senza limite e controllo: davanti agli schermi il bambino è passivo. Dai due ai sette anni ogni ora di programmi violenti quadruplica la possibilità d’osservare nei 5 anni successivi delle turbe di comportamento.

Come fare? E’ necessario instaurare un dialogo in famiglia per dare un senso a ciò che il bambino vede negli schermi e a ciò che prova per attenuare gli effetti di queste immagini. Perciò non è bene lasciar solo un bambino di fronte alla TV. E’ necessario far nascere un senso critico, un giudizio morale, per far si che il bambino impari le differenze tra il bene e il male, affinché diventi adulto consapevole che PENSA, RIFLETTE e VALUTA, aprendosi alla RELAZIONE con l’altro.

Il bambino è un essere di comunicazione ed espressione, ha bisogno di relazionarsi con i pari e a crescere giocando. Il movimento libero e spontaneo in un ambiente non competitivo e con dei materiali consoni come la sala di pratica psicomotoria aiuta il bambino ad esprimersi a 360° (gioco senso motorio, gioco simbolico, costruzione, disegno e attività plastiche). Attraverso il far da sé il bambino impara dalle sue esperienze, acquista stima e fiducia in se stesso, impara a contenersi, a rispettare gli altri e le regole dell’ambiente scolastico.

Aucouturier afferma: “Fare movimento non è produttivo se non si favorisce l’elaborazione del pensiero successiva al vissuto corporeo!” Questo differenzia la pratica psicomotoria dall’attività motoria, in quanto accompagna il bambino verso una presa di coscienza di sè che avviene grazie al suo agire e perciò "dall'agire al pensare" e viceversa.

All right reserved: Patrizia Sartor